| Come gli Artigiani vedono la crisi: luci e ombre del futuro del settore |
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| Written by Administrator on Sunday, 16 May 2010 12:21 | |||
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Analizzata nel corso dell’Assemblea Generale di Confartigianato Cremona Come gli Artigiani vedono la crisi: luci e ombre del futuro del settore
Si è svolta il 24 marzo l’assemblea ordinaria di Confartigianato Cremona, occasione per l’approvazione dei consueti bilanci e per fare il punto sulla situazione delle imprese artigiane nell’attuale crisi economica. Ha aperto i lavori il Presidente Giuseppe Ferrari con una relazione a tutto campo, incentrata soprattutto sulla crisi e su quanto fatto dall’Associazione a favore delle imprese associate per aiutarle in questo difficile momento congiunturale. «Le nostre imprese - ha detto Ferrari - stanno infatti affrontando questo inizio del 2010 affaticate da due anni di difficoltà, problemi e incertezze». Tuttavia, ha aggiunto, “a questi timori, fa però sempre riscontro la voglia di resistere e di reagire, com’è nella storia e nel dna dei nostri imprenditori. E ci basta poco per farci tornare la voglia di resistere”. Ferrari ha quindi ricordato tutti gli ambiti che hanno coinvolto l’Associazione nell’ultimo anno di lavoro: dalla presenza in alcune fiere di settore alla formazione, dagli incontri pubblici sulla crisi alle richieste avanzate alle istituzioni locali, dai rapporti con il mondo bancario per agevolare il credito ai rapporti sindacali per introdurre le CIGS in deroga. Dopo i ringraziamenti ai collaboratori, Ferrari ha passato la parola al Prof. Fabio Antoldi, condirettore CERSI, Centro di Ricerca per lo Sviluppo Imprenditoriale, che, nei mesi scorsi, ha condotto un’indagine dal titolo “Le imprese artigiane e la crisi economica” e della quale ha presentato i risultati. Dalla ricerca, condotta principalmente sulla filiera casa e della meccanica, sono emersi dati interessanti. Innanzitutto, siamo di fronte ad una crisi multifacce, che non colpisce tutti i settori e non tutti allo stesso modo. Cresce il settore dell’impiantistica, mentre siamo in presenza di un forte calo nell’edilizia e nella meccanica con riduzioni anche del 20%. Tuttavia solo il 35,6% delle imprese intervistate ha dovuto ridurre i prezzi per stare sul mercato. In forte contrazione gli investimenti: ben i 2/3 delle imprese sono fermi rispetto ad un anno fa e chi ha investito lo ha fatto soprattutto nella sostituzione delle attrezzature e in nuovi automezzi. Migliora il rapporto con il credito, anche se fra i finanziamenti prevalgono l’autofinanziamento ed i leasing. Alcuni problemi insorgono con le banche rispetto alla richiesta di garanzie sempre più esose e ad un’erogazione inferiore di denaro rispetto al finanziamento richiesto. Un aspetto chiave della crisi riguarda i tempi di pagamento che si sono decisamente allungati: se prima il 74,4% dei clienti pagava entro 60 giorni, ora siamo solo al 45,8%. Ciò rappresenta un grave problema per i piccoli imprenditori. Infine sono state proposte 12 affermazioni per verificare l’opinione degli artigiani sulla crisi. Ciò che più emerge è il fatto che le imprese non vogliono licenziare, che gli artigiani preferiscono stare da soli e non vedono di buon occhio le aggregazioni e che ancora non passa l’idea della formazione del personale come risorsa per stare sul mercato. Il Prof. Antoldi ha concluso rilevando che la crisi ci da come vantaggio la possibilità di costruire il nostro futuro, mentre ha come debolezza il fatto che molti la vivono nell’incertezza, creando disorientamento e immobilismo. «Per questo - ha affermato - gli artigiani devono ritrovare il loro spiccato istinto imprenditoriale e in questo l’Associazione può giocare certamente un ruolo determinante». Nella seconda parte dell’assemblea sono stati letti i bilanci da parte del Tesoriere Marzia Magri e del Segretario Antonio Bonini. Bilanci che sono stati approvati all’unanimità.
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